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Come si corregge un allievo senza fermare la lezione
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La correzione migliore è quella che l'allievo sente nel corpo, non quella che ascolta. Tre livelli di intervento, dal più leggero al più diretto.
In una lezione di gruppo l'istruttore deve tenere il ritmo e allo stesso tempo correggere chi sbaglia. Fermare tutti per spiegare un errore a una persona spezza la lezione, e lasciar correre insegna l'errore.
Primo livello, la parola per tutti
Una correzione rivolta a tutto il gruppo, senza nominare nessuno. «Le spalle restano lontane dalle orecchie». Spesso basta, e chi stava sbagliando si corregge senza sentirsi osservato.
Secondo livello, l'immagine
Quando la parola tecnica non arriva, arriva l'immagine. «Allunga la nuca come se un filo ti tirasse verso il soffitto». Un'immagine ben scelta cambia l'esecuzione più di dieci istruzioni anatomiche.
Terzo livello, il tocco
Una mano appoggiata, senza spingere, sul punto che deve muoversi o restare fermo. È la correzione più efficace e la più delicata. Va chiesto il permesso alla prima lezione e va usata con misura.
L'errore più comune di chi insegna
Correggere tutto. Un allievo può integrare una correzione per volta. Scegli quella che cambia di più l'esercizio, e lascia le altre alla prossima ripetizione o alla prossima lezione.
Il metodo di correzione è uno dei moduli della formazione AXIS Postural System® Academy, con esercitazioni pratiche in sala.

Vanessa Castro
Ideatrice del metodo AXIS Postural System®


